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lunedì, 29 giugno 2009
Massì, va bene. Per quanto detesti dare ragione ad altri, ribadisco che l'esperienza altrui ammonisce ma solo la propria insegna, e il muso dovevo proprio sbattercelo per arrendermi all'evidenza. Niente che riguardi me ti interessa davvero, solo all'immagine cristallizzata di ciò che forse non sono stata nemmeno permetti d'esisterti accanto, adagiata nella mollezza di un rimpianto senza sostanza che ricerchi come linfa vitale. Nel momento del bisogno ti sei sottratto due volte, e la seconda, ah, che tocco da mestro. Io non te lo domanderò, ma tu chiamami se hai bisogno, va bene? Così è fin troppo facile, nemmeno i palloncini di It avrebbero potuto di più. Non ha molta importanza che non ci fosse bisogno alcuno, è determinante pensare che ti sia guardato bene dallo scoprirlo, evitando di concederti la possibilità d'essere una persona migliore. Forse sospetti il biasimo che meriti, ma non la tenerezza con cui allontano il disprezzo dai miei pensieri. Nonostante le vacue parole degli ultimi tempi, accatastate alla rinfusa nello sgabuzzino dei fasti trascorsi, la costanza del distacco ed il totale rifiuto di custodire e prendersi cura di una nuova forma di noi, terrò per me d'ora in poi le considerazioni di carattere personale e no, non ci ripenserò. Non spetta a me la prossima mossa, e all'arrocco non ho più pezzi da sacrificare. Voglio solo che tu sappia che spero che tu sia felice, e spero che ti faccia piacere sapere che io lo sono.
venerdì, 26 giugno 2009
Un petalo del fiore della mia infanzia si è staccato, silenziosamente, nella notte. Stamattina l'ho veduto, scivolando a piedi nudi nel salottino dei miei giorni adulti. Mi sono fermata a guardarlo. Aveva perduto il colore e il profumo di quel tempo, non la morbidezza, che mi è sembrato, chiudendo gli occhi, di poter toccare ancora. L'ho lasciato sul pavimento, ho aperto la finestra ed ho atteso che il vento gentile lo soffiasse via, sulle note di Liberian Girl.
domenica, 21 giugno 2009
Perché mi piace questa città, non ricordo che me l'abbiano mai chiesto davvero. Se mi piace, mi domandano, alzando leggermente il sopracciglio quando timidamente rispondo sì, senza indagare sul pudore che mi spinge ad abbassare lo sguardo nella confessione di questo strano forte legame con la città che mi porta a desiderare di stare qui anche ora che lo scopo per cui sono venuta si potrebbe considerare concluso. Non vorrei spiegare più di tanto, che raccontare di buone vibrazioni e potenzialità ha già fatto il suo tempo ed è ancora vero, certo, è che poi c'è tutto il resto che nel tempo si è ammonticchiato, come la neve sulla cima della montagna, e più resta nell'ombra e più continua ad esistere. E' che qui ci sono io, ecco tutto.
venerdì, 19 giugno 2009
Finalmente ho portato a termine qualcosa. Tre anni di studio, divertimento, impegno, scoperta, lavoro, passione. Ho iniziato e finito. Non sono mai stata costante, non mi sembra vero d'avercela fatta. Nonostante questi ultimi mesi, costati più fatica del dovuto, penso addirittura che il prossimo anno continuerò a studiare, con il corso avanzato, perché mi pare d'aver trovato la dimensione in cui sto meglio, la forma che più mi s'adatta, e mi piace. E adesso oserò di più.
mercoledì, 10 giugno 2009
Mi è capitato un altro tempo, ed è lì che trascorro i miei giorni adesso, stanata e travolta. 
sabato, 30 maggio 2009
Non riesco a definirlo. E' stato come lanciare una freccia ad occhi chiusi, so d'averti colpito ed immagino che tu abbia sanguinato, ma non potevo guardare, ti avrei ferito comunque e avrei preteso anche di curarti. Di correre ai ripari non avrò tempo in ogni caso, non sarò mai preparata adeguatamente alla freccia che scaglierai tu, ma avrò quantomeno un buon motivo per tacere, una volta tanto, piuttosto che dirti che so che ti farebbe piacere sapermi felice, ma non lo sono, che è ancora presto e che spero che questo ti faccia sentire meglio. Perché sarebbe vero e so che potrebbe non esserlo più in qualsiasi momento, sono pronta a perdermi anche se non voglio lasciarti andare e spero solo che diventi un po' più facile, con il tempo.
martedì, 26 maggio 2009
Non riesco a scrivere in questi giorni, pare che qualsiasi impegno io avessi mai potuto sperare o temere di avere nell'arco di 6 mesi abbia deciso di rendersi impellente e pressante in questo paio di settimane, ruoto vorticosamente tra cene e lezioni, in bici a piedi in auto in tram e spesso in autobus attraverso la città per lavoro dovere e persino divertimento, mi piace di più come mi vesto adesso, sbalordisco e mi compiaccio per ogni complimento o proposta che ricevo, e poi il gatto ha iniziato a giocare col topo e questo mi piace perché i sensi sono in allerta e colgo ogni sfumatura, anche se inebetisco ad ogni seppur minima vicinanza. ed ho paura che tutto cambi e diventi semplicemente reale, perché mi piace l'idea che mi sono fatta e non voglio che me la porti via, mostrandosi.
Mi basta sospirare raggomitolata nel mio cantuccio, per ora.
martedì, 19 maggio 2009
Ne parlammo, chissà se ricordi. Sul perché amavo tanto quella canzone, la voce calda di Garth Brooks che ricorda quel loro primo splendido ballo sotto le stelle. Come sarebbe stato possibile, allora, immaginare la fine? Potendo scegliere forse avrebbe evitato tutto il dolore, ma avrebbe dovuto rinunciare anche a quel ballo. Ed è lieto di non aver potuto scegliere.
Io non ho un ballo da ricordare, ma Ci ho pensato e non lo so se non m'innamorerei di nuovo, se evitandolo dovessi rinunciare a quel nostro primo bacio, pur sapendo come tutto si disgregherebbe in seguito, ed il male che farà. E sono lieta, in fondo, di non aver dovuto scegliere.
E' vero, mi hai guardata dormire centinaia di volte, e ricordo esattamente la luce del tuo sguardo nel mio. Per ciò, non avrei potuto accontentarmi. Dici d'esser stato sempre lo stesso, ma no. Non con me. Non per noi.
E poi ci sono le parole, che forse non hai ritenuto importante tradurre, che invece significano tanto. Perché io avrei potuto pronunciarne ognuna, ed ho osato pretendere che per te fosse altrettanto.
Ho trovato il modo di lasciarti entrare dentro, dice. Tu no.
Ancora, si tratta della forma. La qualità, la quantità, possiamo anche non discuterne oltre. Temo si tratti- sostanzialmente- solo di una questione di forma.
sabato, 16 maggio 2009
Ogni volta che guardo questo video mi commuovo.
E' questo, quello che voglio.
mercoledì, 13 maggio 2009
Tavola calda italo-cinese, menù del giorno:
- farfare speck e zaferano
- spagheti bolognese
- pene ragù
giovedì, 07 maggio 2009
Sì è un periodo molto intenso e confusionario, ed io lo attraverso curiosa, talvolta impaurita, più spesso fluttuando.
venerdì, 01 maggio 2009
La differenza tra un uomo gentile ed un vero signore è che il primo ti accompagna a casa, il secondo attende che ti sia richiusa il portone alle spalle prima di andarsene.
domenica, 26 aprile 2009
Sono riuscita a rimandare, se non il turbamento, quanto meno di rimuginarci su per circa venti ore. Dieci delle quali di sonno, chissà se vale lo stesso. Ho provato ad aprirmi per ascoltarti, a comprendere senza rancore, a spiegare senza ferire, e spero d'esserci riuscita. Non meritavo il tuo silenzio, ed è vero che non te lo perdonerò mai. Com'è vero che comincio a sospettare che quell'acume, che ancora s'è rivelato tale, non sia dono ma condanna, nonostante mi permetta di scegliere una solitudine consapevole e cristallina, piuttosto che accontentarmi di ciò che non so bene definire, ma tu sai esattamente di che cosa parlo. Non voglio più riandare a quei miei giorni, perché forse mi conosci piuttosto bene ma non credo affatto che tu sappia quanto male hai scelto di farmi, per evitare di farmene -dici tu. E in tutto ciò l'amore c'entra poco, il mio è evaporato tra i fumi della rabbia e della delusione, il tuo...già, e il tuo? Ma non è di questo che volevo scrivere. E' che ora mi sembra di vedere due sentieri davanti a me e penso di poterli percorrere entrambi. So di non volere le tue 'mancanze' compagne di vita e allo stesso tempo non voglio fare di quello che è stato coriandoli d'odio da gettare in questo carnevale d'emozioni. Mi piacerebbe riuscire a trasformarci in qualcosa d'altro di più onesto, meno pretenzioso nei tuoi riguardi, meno costrittivo nei miei. Permettermi di apprezzare ancora la persona che sei senza misurarti con il metro dell'esigenza, lasciare che tu apprezzi la persona che sono senza soffrirne le necessità. Non so, ci vorrà tempo, immagino, ammesso che sia possibile. Mi pare che la chiamino amicizia o qualcosa di simile, dovrò guardare sul mio vocabolario.
giovedì, 23 aprile 2009
La mia prima lettura in pubblico è andata piuttosto bene, se pure con qualche piccola sporcatura e 'scivolata' che devo imparare ad evitare e che, tuttavia, non hanno compromesso il lavoro in generale. Insolita cena di compleanno più che d'affari, tre rose come le decine raggiunte, auguri vicini e lontani, da chi lontano davvero non è stato mai, il taglio di capelli con piega sbarazzina pare donarmi, i punti tirano più spesso di quanto immaginassi ma ieri mi hanno chiesto perfino se sono innamorata e sì, credo che l'impressione che potrei dare sia proprio questa.
Dopotutto, pensavo peggio. E invece sono solo 30.

domenica, 19 aprile 2009
Il rumore dei sacchetti di plastica è fastidioso oltre ogni misura, mi manda proprio fuori di testa, provo a distrarmi ma non c'è niente da fare, mi penetra nel cervello e l'istinto è quello di avventarmi ferocemente su chiunque sia l'artefice di quel mostruoso rumore.
Ma lo fa solo a me? 
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